L'oracolo della Sibilla

Fare una domanda all'oracolo è semplice, basta formulare una domanda per avere una risposta che, pur se in una metrica classica di poche righe (in genere solo due) disordinate, trattandosi di una ricerca oscura tra mille distici, è chiara e mai evasiva, essa può essere nefasta, ma veritiera.



I versi ottenuti basta decifrarli come nella metrica latina; è importante formulare chiaramente la domanda da inviare all'oracolo della Sibilla. In altri termini, per interrogare l'oracolo della Sibilla occorre fare delle domande per qualcosa che può o non può accadere, e la risposta, anche se priva di accenti o apostrofi, sarà data in modo, appunto, sibillino, ma non sarà di arcana indecifrabilità.

Altre notizie sull'oracolo della Sibilla

Anticamente, per avere un responso ci si rivolgeva alla SIBILLA, quasi sempre impersonata da una giovane vergine, che prevede il futuro per ispirazione e possessione di Apollo.
Ciò è certamente una credenza popolare perché ben altri sono i poteri della Sibilla alla quale, in quanto donna, veniva riconosciuta una maggiore ricettività e una conseguente maggiore capacità di soggiacere al possesso di una divinità e di esprimerne la volontà.
Pur essendo unica nella sua concezione, la SIBILLA ha avuto varie specificazioni locali, tanto che quelle conosciute sin dai tempi più remoti (in totale 17) sono state distinte in tre gruppi:
greco-italiano, greco-ionico e orientale.
I nomi più noti sono quelli di Sibilla di Samo, Sibilla Eritrea, Sibilla di Marpesso, Sibilla Tessalica, Sibilla Delfica, Sibilla Cimmeria, Sibilla Libica, Sibilla Cumana, etc.
La più antica è la Sibilla Eritrea di nome Erofile, vissuta per dieci generazioni, fino alla guerra troiana; da noi la più nota è la Sibilla Cumana, ciò grazie anche a Virgilio, che, con il nome di Deifobe, ne fa l'accompagatrice di Enea nel regno degli Inferi.